#08 America

L’erotismo e la fantasia entrarono nella mia vita con la forza di un tifone, infrangendo l’ordine noto delle cose
Isabelle Allende

Gianna Nannini – America

– In copertina un’illustrazione di petitesluxures

Sono sdraiata sul letto, nuda. Sento il contatto della pelle con il cotone delle lenzuola.
Sono questi i momenti in cui ringrazio di non aver messo le lenzuola di Ikea che con lo sfregamento del corpo sembra quasi vogliano avviare un piccolo incendio.
Sul comodino ho una candela accesa all’interno della lampada di sale e le luci artificiali sono spente.
Nell’aria sento il profumo del bucato pulito fatto poco prima.
In sottofondo, riecheggia la voce di Shivaree con “Goodnight Moon”, quella voce soffiata e sensuale, così sottile, mi riporta ad una adolescenza fatta di ingenuità e di desiderio sessuale romantico.
Mi accendo una sigaretta e mentre fisso il soffitto godendomi il suono della musica, l’odore dell’aria, il contatto della pelle sulle lenzuola e le luci soffuse, con la mente passo a chiedermi come staranno vivendo gli adolescenti questa quarantena.
Chissà come stanno sfogando le pulsioni sessuali, che solo la combo fra primavera e prime esperienze sessuali può dare.
Eppure sento di non discostarmi molto da quel periodo, quando volevo tutto e lo volevo subito.
Sono 37 giorni e 9 ore che non ho un rapporto sessuale. Inizio a chiedermi se quando rivedrò il mio compagno dovrò nuovamente prendere confidenza con il suo corpo, se sarò ancora capace a dargli e darmi piacere.
Dicevo, solitamente voglio tutto e lo voglio subito, come gli adolescenti in preda agli ormoni primaverili.
Staranno facendo sexting? Avranno intasato le app di incontri pur di avere un simil contatto umano? E quando tutto questo sarà finito, correranno ad avere rapporti sessuali? Magari non protetti? Ci sarà un boom di gravidanze e di malattie a trasmissione sessuale?
Spengo con forza la sigaretta nel posacenere sul mio comodino, accanto alla candela nella lampada di sale.
Mi sto preoccupando degli adolescenti, ma io che voglio sempre tutto e subito, cosa posso fare adesso? E cosa farò quando tutto questo sarà finito?
Shivaree ha smesso di dare la sua buonanotte alla luna e io non posso far altro che dare la buonanotte alle mie voglie e rimandare i miei desideri carnali, godendomi sul momento l’impulso sessuale che non posso esprimere quando e quanto vorrei.

Trallallero Trallallà

Tra gli effetti sorprendenti di questa quarantena, c’è il riaffiorare di ricordi infantili, soprattutto sotto forma di sensazioni ed emozioni.

L’apertura di questa diga ha gettato luce su certe sfaccettature della mia sessualità, chiarendone aspetti forse più pittoreschi che altro. Ad esempio, ora sono ben conscio dell’importanza di Fantaghirò nel mio immaginario sessuale.

La collezione completa dei Linus di mia madre ha forgiato la mia sessualità a colpi di Manara, Crepax e tutti gli altri autori oscuri e pazzoidi ospitati sulle sue pagine, con il risultato di aver sviluppato fetish per donne conturbanti dai capelli corti, BDSM e zozzerie varie.

Probabilmente, anche la visione del Rocky Horror Picture Show a dieci anni è stata un filino precoce. In ogni caso, continuo oggi a considerare Tim Curry una bomba sexy.

La successiva e importante consapevolezza è stata che in realtà queste sono state le mie influenze positive. Quello che veramente mi ha rovinato sono state le raffigurazioni “normali” della sessualità, perché per noi maschietti questa faccenda del sesso è sempre stata piena di insidie.

Per farla breve, senza il rischio ma con la certezza di banalizzare, è che millenni di oppressione del sesso femminile hanno reso fessi anche noi, come disgustosa ciliegina sulla torta. Mentre oggi il sesso femminile si riappropria del senso del piacere, della scoperta e della sensorialità, la sessualità del maschio etero occidentale si ritrova stanca, vuota e agonizzante, inondata da centinaia di migliaia di pessimi porno pieni zeppi di zoomate sui genitali. Davvero, sono tremende e anti-climatiche, perché continuate a farle?

Ormai conscio di tutto questo, ho approcciato la quarantena da single con autentico terrore, nato dalla consapevolezza di non aver mai sviluppato un rapporto sano con la masturbazione, rinchiusa nel ruolo di necessario sfogo tra un rapporto sessuale e l’altro, mero atto meccanico alimentato da video usa e getta, ormai scevra persino delle conturbanti fantasie adolescenziali.

Poi una sera, dopo settimane di turbamenti emotivi, è successo qualcosa di diverso. Ho visto un video porno, ma non ho saltato alle scene di sesso. Non ho tolto il volume e ho seguito la trama. Forse ero in un momento in cui i miei standard cinefili erano abbassati, ma mi sembrava veramente ben recitato e scritto. I sensi erano più aperti, il corpo interamente presente. Ero tutto lì, intensamente.

E finalmente, per la prima volta, un porno me lo sono goduto.

E questa è la storia di come, grazie alla quarantena, sono passato dalla masturbazione all’autoerotismo.

Larsen

Immagine tratta da Histoire d’O 2 di Guido Crepax
Marika Hackman – Hand solo

Perché Q vuoi mettere questo contenuto nella prossima newsletter? La domanda che mi pone una compagna Cactus. Ci rifletto.
Perché in questo video e in questa canzone c’è tanto di ciò che ritengo importante, nel parlare di desiderio, erotismo e sessualità.
Perché l’autoerotismo femminile – troppo spesso associato a vergogna, colpa, silenzio – qui viene celebrato in tutta la sua bellezza. Perché il video gioca su ironia e metafore, aspetti che risvegliano e stimolano in me il desiderio. Perché in una fase in cui percepisco una coltre grigia calare sopra il mio desiderio, la mia eccitazione, il mio corpo, ecco che i colori sgargianti, la musica incalzante, le parole pungenti, fungono da antidoto contro il torpore.
E perché, per concludere con la frase che apre il video di Marika Hackman “dietro ogni condanna erotica c’è un ipocrita ardente” – Susie Bright.

P.S. il testo regala davvero gioie, ma purtroppo non se ne trova una traduzione in italiano. Chi volesse averla ci scriva alla nostra mail cactus.psicologia@gmail.com e ci muoveremo per produrla. Che le differenze linguistiche non siano un limite alla scoperta!

Q