#22 The magic

Usare le parole per descrivere la magia è come usare un cacciavite per tagliare il roast-beef
Tom Robbins

Joan as a police woman – The magic

Sul pensiero magico…

Durante l’ultimo dei pellegrinaggi laici che ho avuto la fortuna di fare nella Svizzera abitata da Carl Gustav Jung, presso la torre di Bollingen sul lago di Zurigo, assieme agli appassionati di psicoanalisi con cui viaggiavo abbiamo potuto osservare la grande pietra a forma di cubo su cui Jung ha inciso simboli alchemici.
”Questo è un segno per te, in modo che tu possa ricordare di essere unità e che in te c’è il tutto di cui è formato questo mondo”. 
Lo muoveva l’idea di sviluppare i seguenti elementi alchemici: l’intuizione (fuoco), il pensiero (aria), il sentimento (acqua) e la sensazione (terra).

Per scrivere di pensiero magico nell’uomo partirei da un libro affascinante, pubblicato nel 1944, dal titolo Psicologia e Alchimia* (Volume 12 dell’opera omnia): ovunque lo si apra compaiono figure alchemiche datate dal 1500 in poi. Non si può non considerare l’anno in cui è stato pubblicato: anno di grande crisi per il mondo, al termine della seconda guerra mondiale, e anche anno di crisi per l’autore nei confronti dell’intera umanità.
Come facevano Sigmund Freud, neurologo, e Carl G. Jung, psichiatra, ad andare d’accordo* se quest’ultimo scriveva, nel libro citato: La magia è semplicemente un’altra parola per definire l’anima?
Jung cercò inoltre di studiare i rapporti tra psicologia, alchimia ed esoterismo, sostenendo che l’alchimia era anche una forma d’arte che, pur rimanendo una scienza, permetteva alla conoscenza di diventare più alta, più luminosa.

Il pensiero magico*, costantemente presente nell’età evolutiva, si protrae con rivoli aggrovigliati ma resistenti nell’età adulta: vedi tutte le simbologie ed i riti che fortemente manteniamo vivi durante tutta la nostra vita incarnata.

Il nuovo paradigma olistico di vita, fondato dal prof. Ervin Lazlo, è permeato del pensiero magico poiché è rivolto a tutti e si riferisce alla ricerca in cui tutti gli elementi dell’universo concorrono al progresso del tutto.
Sono piccole considerazioni derivate dalla costante frequentazione di due personaggi, Sigmund e Carl, vette dell’umanità che divengono uomini tra gli uomini considerati nelle loro grandezze e nei loro limiti, con i quali dialogo seppur disincarnati. Ops… ancora il pensiero magico!

Grazie per la stimolante rivista CACTUS…da una “quasi perfetta”!

Piccola bibliografia:
C.G.Jung, Psicologia e Alchimia, Ed Bollati Boringhieri, 1992
Silvia Montefoschi, C.G.Jung: un pensiero in divenire, Ed. Garzanti, 1985
E.Lazlo, Olos. Il nuovo mondo della scienza, Ed Riza, 2002

“Che cos’è per te una cosa magica?”
Le risposte dei bambini.

Che domani con la molletta, quella che era blu, ha fatto la magia nonna e diventava una spugna!
Ah, e con che cosa l’ha fatta la magia?
Con l’acqua!
Per me la magia è una bambina che come per magia sparisce e se ne va via.
Sicura?
Sì, sono sicurissima!

Per me magico è giocare a calcio con i miei amici, i miei compagni, stare con la mia famiglia, fare tante esperienze con loro e renderle orgogliose e felici di me.

Una cosa magica è un oggetto, una bacchetta magica!

Una bacchetta! Un bacchettone!

Faccio scomparire i numeri perchè sono magico.

Boh, una cosa magica è boh…

La bacchetta è una cosa magica…e forse le lucciole…

Polvere di fata e i poteri di ghiaccio e i superpoteri. Tutte queste cose sono magia!

La luce.

Amichetti non lo sapete che le cose magiche sono i superpoteri e anche le bacchette che ci hanno la magia?!

…anche trasformare qualcuno in un coniglio!

Niki de Saint Phalle – La stella
Una delle sculture presenti al giardino dei tarocchi, un parco ricco di significati simbolici ed esoterici creato da un’artista visionaria.