Ψ Wilhelm Maximilian Wundt

Wilhelm Maximilian Wundt (Mannheim, 16 agosto 1832 – Lipsia, 31 agosto 1920)

Facoltà di psicologia – ottobre 2009 – Lezione di Psicologia Generale
Prof (con evidenti difficoltà di pronuncia): “La storia della psicologia inizia in un’ottica sperimentale e come tutte voi saprete colui che viene considerato il padre della psicologia è Wùç#@+* W#ç@*.”
Tizia: “Psst, scusa che ha detto? Come si chiama?
Caia: “Eh, boh, guarda non ho capito, Wiskes Wuz, Winter Wut, Wisses Wood
Tizia: “Ma poi scusa, ma non era Freud il padre della psicologia?!

Tizia e Caia solo dopo qualche settimana, leggendo il manuale di Psicologia Generale, scoprirono che il famoso padre della psicologia è il signor Wilhelm Maximilian Wundt. A distanza di anni ci scusiamo con lui e gli rendiamo omaggio nel mese della sua nascita (e della sua morte).

Innanzitutto chiariamo il primo grande equivoco: la psicologia non è la psicoanalisi e mentre Wilhelm è il padre della prima, Freud è il padre della seconda.

Meglio ancora, il Dottor Wundt è colui che rese la psicologia scientifica una vera disciplina accademica. Wundt infatti, dopo aver studiato medicina e essersi laureato in fisiologia (la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi), insegnò prima fisiologia e poi filosofia, e nel 1879 fondò a Lipsia l’Istituto di psicologia sperimentale.
All’interno di questo laboratorio Wundt utilizzava il metodo scientifico usato in fisiologia applicandolo ai concetti della filosofia.

Secondo Wundt l’oggetto degli studi psicologici è l’esperienza soggettiva immediata che un soggetto ha del mondo, ovvero la coscienza.

Tale esperienza viene analizzata con metodi sperimentali in laboratorio, attraverso il metodo dell’introspezione ovvero l’osservazione soggettiva della propria esperienza. Per analizzare la coscienza Wundt utilizza i metodi mutuati dalla chimica e prova a scomporla in elementi più semplici: sensazioni ed emozioni.

Secondo Wundt i processi psichici di reazione agli stimoli sono composti da quattro fasi:

  • stimolazione
  • percezione: la presa di coscienza dell’esperienza
  • appercezione: l’identificazione dell’esperienza
  • atto di volontà: la reazione psichica all’esperienza e la trasmissione della risposta ai muscoli

Sono questi che analizza sperimentalmente misurando ad esempio i tempi di reazione che intercorrono tra le varie fasi.

Negli anni successivi Wundt si occupò anche delle manifestazioni psicologiche nelle varie popolazioni studiandone i miti, il linguaggio e i rituali e da questi studi nacquero nel 1900 i dieci volumi (!)* della Völkerpsychologie ovvero la psicologia dei popoli. Secondo Wundt infatti alcuni processi psichici superiori, come il pensiero, non possono essere studiati sperimentalmente ma in un’ottica evoluzionistica sociale e culturale.

Negli anni successivi sia i metodi che le teorie di Wundt sono stati criticati per la riduzione a termini elementari di concetti complessi e per non aver studiato sperimentalmente i concetti più complessi come il pensiero o il linguaggio.

Tuttavia il merito di Wundt rimane quello di aver sistematizzato gli studi sulla psicologia rendendola a tutti gli effetti una scienza a sé stante. Inoltre ha contribuito alla diffusione di questa idea grazie al fatto che molti dei suoi allievi divennero famosi psicologi e portarono la psicologia sperimentale in altri Paesi del mondo.

Ciao Wilhelm, per quel che vale – e nonostante il tuo strano nome – noi ti vogliamo bene!

Fonti:
E. G. Boring, A History of Experimental Psychology, Appleton-Century-Crofts, New York, 1950.